Bce: tassi invariati a zero. Quantitative easing possibile proroga

Tasso principale fisso allo 0% e acquisto dei titoli di stato fino a settembre a ritmo di 30 miliardi al mese. Nella riunione di politica monetaria tenutasi a Francoforte il presidente Mario Draghi ha specificato che i tassi di interesse rimarranno inalterati ai loro livelli “ben oltre l’orizzonte degli acquisti netti di attività”. Il riferimento è al Quantitative Easing (QE), misura attivata dall’Eurotower nel 2015.

Dal comunicato che espone la decisione della Banca Centrale Europea non vengono inoltre posti alcuni limiti al QE, in scadenza a settembre, ma che potrebbe prolungarsi «anche oltre se necessario». A tre anni dal «whatever it takes» che pronunciò Mario Draghi annunciando il programma espansivo della Bce, sull’economia europea pesa ancora una bassa inflazione, che Francoforte vorrebbe al 2%. L’apprezzamento dell’euro – a quota 1,25 sul dollaro – secondo gli esperti è tra i fattori che complicano lo scenario macroeconomico.

Francoforte ha poi lasciato invariati il tasso sui depositi, quello pagato dalle banche sui propri fondi presso la Banca Centrale Europea: il valore resta negativo al -0,40%. Inalterato anche allo 0,25% il tasso marginale. In conferenza stampa  Draghi ha dato conto di un’economia europea «in continuo rafforzamento, ancor più delle attese», esprimendo  una critica a quelle politiche che «altrove» puntano al rafforzamento dell’euro.

A riguardo, durante il World Economic Forum in corso a Davos, il Segretario del Tesoro Steven Mnuchin aveva infatti definito positiva la debolezza dell’euro per il commercio a stelle e strisce. A fine giornata Piazza Affari ha chiuso in rialzo con l’indice Ftse Mib che ha guadagnato lo 0,41%, con lo spread tra Bund tedeschi e Btp a 134,40.

 

 

 

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