Università, Jovanotti nuova materia di studio

Un sorriso stampato sul volto e uno sguardo sincero. Così Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, ha accolto il giovane pubblico che ha assistito al workshop tenutosi nella mattinata di mercoledì 15 maggio nell’Aula Magna dell’Università Statale in Via Festa del Perdono. Il ragazzo fortunato che ha fatto innamorare decine di generazioni è diventato un marchio. Quasi una tendenza trasformata in fenomeno e materia scolastica da approfondire nelle università. E non solo perché Jovanotti pensa positivo, fa sognare in una notte dei desideri e incita i suoi fan a cantare Viva la libertà. Questa volta si è superato. Con il tour Jova Beach Party inizierà un concerto itinerante per 15 lidi italiani. Lo stesso artista lo ha definito un appuntamento che omaggia la musica, il divertimento, la natura e l’Estate. Sarà un modo per divertirsi in spiaggia o in riva al mare, da soli, con gli amici o assieme alla famiglia.

«Divertimento, innovazione, economia, esperienza, ambiente e senso del tempo». Sono questi i concetti chiave che fanno da sfondo al tour di Jovanotti. «Sono qui in veste di studente anche io», ha sorriso Lorenzo Cherubini ,«il Jova Beach Party è un’impresa senza precedenti, un evento senza una mappa alla quale riferirsi che porteremo in giro per 15 spiagge». Il workshop in Via Festa del Perdono è stato organizzato da sei università milanesi – IULM, Bocconi, Cattolica del Sacro Cuore, Statale, Politecnico e Bicocca- rappresentate ognuna da un corrispettivo docente. Il primo intervento è stato di Andrea Borghini, professore di Filosofia e teoria del linguaggio all’Università degli Studi di Milano. «La spiaggia ci fa venire in mente i cambiamenti climatici e l’inquinamento globale. Perché dovremo spendere tante energie per organizzare grandi feste? Per il piacere e il divertimento, il Jova Beach Party ci permette di vedere con occhi diversi la spiaggia che conosciamo: è un’esperienza che coinvolge tutti», ha spiegato.

Jovanotti durante uno dei suoi concerti

Prima di lasciare la parola al secondo docente, Jovanotti ha colto l’occasione di salire sul palco per parlare di emozioni. «L’emozione è un muscolo spirituale che si allena attraverso le esperienze. Un evento di questo tipo vuole portare in scena un divertimento non convenzionale, usciamo dalla categoria merceologica e entriamo in una zona più ibrida. Siamo nel mare, nel luogo più potente che esiste al mondo», ha ricordato.

Del Marketing e del valore di un brand ha parlato il professore Francesco Massara dell’Università IULM. Stando alle dichiarazioni del docente, l’immagine di un personaggio si costruisce da una identità. In Lorenzo, ha sottolineato Massara, c’è poca differenza tra i due concetti poiché «è un uomo spontaneo, diretto, schietto». I testi delle sue canzoni, composti principalmente da sostantivi, esemplificano nel miglior modo la concretezza. Non solo, il brand Jova, aggiunge Massara, possiede altrettanti valori come la prossimità e la relazionalità. Si colloca verso una direzione comunitaria per le partnership. Tra i nomi noti ci saranno infatti Coop, che si occuperà di riciclare il 100% delle bottigliette depositate in spiaggia, E.ON, un’azienda che offre energia compatibile, Corona, addetta al finanziamento di una parte della pulizia dei lidi, Peugeot, con la nuova macchina elettrica, Estathé, Hawaianas, Intesa San Paolo. E anche la Guardia Costiera perché Jovanotti ha pensato anche di garantire la sicurezza per chi vuole fare un tuffo in mare.

Il tour itinerante si fermerà in 15 spiagge italiane

Paolo Galli, docente dell’Università Bicocca, ha sottolineato poi il grande potere della natura, niente di meno che l’unico organismo capace di soddisfare i bisogni umani. A ribadire tale concetto è stata anche la docente dell’Università Bocconi Valentina Persinotto. Con una presentazione dedicata all’Agenda 2030 delle Nazioni Uniti, Persinotto ha sottolineato l’importanza di difendere la specie animale. «Il Jova Beach Party è un modello di divertimento responsabile. Lorenzo vuole lasciare i siti in condizione uguale o migliore di come sono stati trovati», ha specificato. Di fatto il file rouge dell’artista ha una forte correlazione con il rispetto dell’ambiente e la tutela della natura.

Nell’Aula Magna della Statale si è parlato anche di Ingegneria con il professore Marco Taisch del Politecnico. Secondo il docente, il Jova Beach party non è nient’altro che una città che si sposta insieme a centinaia di persone, macchinari e operatori. «È una sfida di ingegneria logistica e organizzativa che punta a costruire una città e poi la smonta per lasciarla ancora più pulita di come è stata trovata», ha detto Taisch.

A chiudere l’incontro, Fausto Colombo, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Con l’intervento La matita della musica ha definito il concerto come «un rito in grado di cambiare le cose». Colombo ha invocato gli sbarchi in mare e la necessità di essere aperti. E in quel momento Jovanotti non ha potuto evitare di mostrare la sua umanità. «Al Jova Beach Party ci saranno 63 ospiti provenienti da 23 paesi diversi: è un’idea di un mondo aperto». Musica, divertimento ma anche umanità e accoglienza.

Virginia Nesi

LAUREATA IN SCIENZE UMANISTICHE PER LA COMUNICAZIONE A FIRENZE. HA DUE MASTER IN GIORNALISMO: UNO REALIZZATO ALL'UNIVERSITÁ SAN PABLO DI MADRID E L'ALTRO ALLA IULM DI MILANO. APPASSIONATA DI POLITICA ESTERA E SOCIETÁ, HA VINTO IL PREMIO "WALTER TOBAGI 40 ANNI DOPO" E LA MENZIONE SPECIALE AL PREMIO VERA SCHIAVAZZI. HA SCRITTO "MEZZO SOSPIRO DI SOLLIEVO"(PIEMME).

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