“Umani a Milano”: le fotografie dei clochard per un racconto metropolitano

C’è un uomo che tra coperte pesanti, vestiti logori e bottiglie di plastica, si sdraia ogni sera in un angolo illuminato di piazza Duomo. Perché quando al calare del sole svanisce la frenesia, coloro che abitano Milano vivendo nel silenzio escono allo scoperto. Dal primo febbraio per un mese, sarà possibile leggere questo racconto metropolitano anche alla luce del sole, attraverso la seguitissima pagina Facebook “Umani a Milano” ideata dallo scrittore e autore Stefano D’Andrea. L’iniziativa, nata e promossa dalla collaborazione di Fondazione Progetto Arca che da oltre 20 anni assiste coloro che vivono nell’indigenza, racconterà il mondo sommesso dei clochard che popolano il capoluogo lombardo.

E così, con una foto al giorno per un totale di 28 fotografie e una storia da leggere in 5 minuti, il progetto narrerà attraverso un ritratto il qui e l’ora di una Milano difficile da intercettare, i cui protagonisti saranno anche coloro che ogni giorno lavorano all’interno delle strutture di assistenza e ricovero.

‹‹Un’amica mi ha chiesto se volevo fare del bene facendo qualcosa che sapevo fare, io ho detto sì. Così mi sono trovato a raccontare un pezzo di città che si fa fatica a raccontare›› spiega Stefano D’Andrea, che dal 2014 attraversa le strade di Milano alla ricerca di volti e storie da condividere sulla pagina Facebook a cui ora collabora anche un gruppo di giovani fotografi.

Con lo scopo di ridurre le distanze ed eliminare il vuoto esistente tra le persone che si incontrano sui marciapiedi ogni giorno, “Umani a Milano” si arricchisce così di nuovi racconti attraverso ritratti intensi con brevi didascalie, nomi di fantasia ma stralci di vita vera.
(cc)

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