Varese, sostiene l’esame di guida al posto di un altro: arrestato

Varese, sostiene l’esame di guida al posto di un altro: arrestato - MasterX

Fa l’esame della patente e viene arrestato dalla polizia. Lo scorso 19 gennaio un uomo di 34 anni residente a Foggia si è presentato con una carta di identità falsificata per sostenere l’esame di guida al posto di un’altra persona. L’accusato aveva falsificato i documenti per far conseguire la patente a un nomade di 29 anni, al quale in precedenza era stata ritirata per aver provocato un incidente guidando in stato di ebrezza. È successo a Busto Arsizio, in provincia di Varese.

Il foggiano è stato fermato grazie all’intervento della polizia locale che, dopo un lungo servizio di pedinamento durante la prova di guida, è riuscita ad arrestarlo. Ufficiali e agenti in borghese sono intervenuti richiedendo all’uomo di esibire la carta di identità della persona che avrebbe dovuto sostenere l’esame. Da lì la prova che il documento era stato contraffatto con la sostituzione della fotografia dell’ipotetico soggetto da esaminare.

La prova della truffa è stata confermata una volta che l’uomo ha mostrato i veri documenti personali, rivelando la propria identità. Non era la prima volta che il soggetto commetteva un fatto del genere. Così è scattato l’arresto per reati di sostituzione di persona, di falsificazione di documento d’identità e truffa aggravata.

Sono state così sequestrate la carta d’identità contraffatta e i restanti documenti che avrebbero permesso di ottenere la patente all’altro soggetto. Secondo quanto riportato dalla testata online Varese News, l’operazione condotta dalla polizia locale si inserisce in una serie di controlli per contrastare analoghe azioni già accertate a danno di altre motorizzazioni civili in collaborazione con le medesime.

Lo scorso 11 gennaio un cittadino italiano di origini egiziane è stato sorpreso mentre sosteneva l’esame di teoria per il conseguimento della patente con auricolari e videocamera. In particolare, l’uomo utilizzava un apparato, composto da un micro-auricolare e due telefoni cellulari collegati con una postazione esterna che gli permetteva di parlare con l’“aiutante”.

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