Addio all’ora legale? Svolta improbabile, ma a Bruxelles se ne discute

Un celebre adagio popolare la definisce l’ultima cosa legale rimasta in Italia. Ora potrebbe essere per giunta abolita. Al Parlamento Europeo è infatti in fase di votazione una risoluzione che chiederà alla Commissione di produrre una proposta di regolamento per l’eliminazione dell’ora legale.
L’iniziativa, presentata dal ceco Pavel Svoboda e dalla francese Karima Delli, è sostenuta da alcuni deputati del Ppe e dei Verdi perlopiù provenienti dai paesi del Nord e dell’Est Europa. Alla sua base vi sono motivazioni legate alla salute degli individui e alla loro conseguente produttività lavorativa. Questo perché, stando a quanto riporta il testo della risoluzione, «numerosi studi scientifici non sono riusciti a dimostrare alcun effetto positivo del cambiamento orario. Al contrario, hanno rilevato effetti negativi sulla salute umana, l’agricoltura e la sicurezza della circolazione stradale». I promotori chiedono dunque alla Commissione di «condurre una valutazione approfondita» sul tema, che attualmente è regolato da una direttiva comunitaria del 2001.

Vanno però considerati anche altri fattori, risparmio energetico in primis. Ad esempio, secondo le rilevazioni di Terna (società che gestisce la rete elettrica nazionale), grazie all’ora legale nel 2017 in Italia sono stati complessivamente risparmiati 567 milioni di chilowattora. Un valore corrispondente a 320mila tonnellate di mancate emissioni di Co2 nell’atmosfera ed equivalente al consumo medio annuo di oltre 200mila famiglie. Tuttavia, uno studio dell’Università della California ha introdotto ulteriori elementi di riflessione: la diminuzione dell’inquinamento legato all’illuminazione non riuscirebbe infatti a compensare l’aumento di quello legato al maggiore uso dei condizionatori nei mesi estivi.

Sebbene la risoluzione “anti ora legale” non sembri avere i numeri sufficienti per ottenere l’approvazione di Bruxelles, il dibattito rimane comunque aperto. Tra i favorevoli al mantenimento dello status quo vanno anche annoverati i cultori della vitamina D, la cui produzione è fortemente stimolata dall’esposizione alla luce solare. Quest’anno, il contestato spostamento delle lancette avverrà in ogni caso domenica 25 marzo. (av)

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